STORIA DI SELARGIUS

LE RADICI NURAGICHE

Il territorio selargino risulta essere popolato già nel periodo pre-nuragico, come testimonia il villaggio eneolitico di Su Coddu – appartenente alla cultura di San Michele di Ozieri – e i villaggi di Cuccuru Matt’e Masonis e Staineddu. All’epoca nuragica, invece, risale il pozzo sacro di Santa Rosa.

 

Lentamente ma progressivamente, i nuclei abitativi primitivi scomparvero dai primi insediamenti riversandosi principalmente in due borgate, dalle quali nascerà l’odierno centro abitato: la prima, Cellarium (nome con cui i romani chiamavano un deposito di derrate agricole), la seconda, Palmas, scomparsa durante il XIV secolo, di cui oggi è rimasta solo la chiesa di San Lussorio.


Dell’epoca punico-romana sono poche le notizie, ma si presume che anche Selargius come tanti altri centri del Sud Sardegna fosse un punto di raccolta del frumento prodotto nelle zone granifere e destinato a Roma.


Per alcuni studiosi, invece, Selargius essendo vicina alle saline doveva essere un deposito di sale.

Villaggio eneolitico di Su Coddu

L’EPOCA GIUDICALE

Nel periodo giudicale il villaggio fece parte del giudicato di Cagliari, dentro la curatoria del Campidano di Càlari. Dalla poca documentazione presente si capisce che Selargius in questi anni era una ricca zona agricola, ma anche un centro vivo e vitale, con la presenza delle due belle chiese romaniche,
San Giuliano e San Lussorio.

 

Negli anni a seguire al 1258, Selargius passò ai pisani, poi agli aragonesi e per un breve periodo al Giudicato di Arborea, quando gli arborensi si contrapposero alla Corona di Aragona.

 

Nel 1324 divenne presidio dell’Infante Alfonso e delle truppe che assediavano il Castello di Cagliari. Poi, nel 1327 fu concesso in feudo dal Re d’Aragona alla famiglia Carroz, conti e poi marchesi di Quirra

Chiesa romanica di S. Lussorio

Chiesa romanica di S. Giuliano

DAL FEUDALESIMO AI NOSTRI GIORNI

A partire dal secolo ‘500 anche gli abitanti di Selargius, come già precedentemente quelli dei villaggi limitrofi, furono costretti a prestare la loro opera nelle vicine saline, mentre, lungo tutto il ‘600 furono vittime di un secolo terribile, tra annate disastrose, diminuzione della popolazione, carestie ripetute, assalti dei barbari, pestilenze, alluvioni e anche la piaga delle cavallette.

 

Seguendo le vicissitudini ereditarie della potente famiglia Carroz, il feudo passò nel tempo prima ai Centelles e successivamente agli Osorio, fino ad arrivare al 1839, con la fine del sistema feudale.

 

Divenuto Comune, per un breve periodo fu aggregato a Cagliari come frazione, finché nel 1947 ottenne la definitiva autonomia amministrativa.

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